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29 ott 2012

IO



La parola io 
è un'idea che si fa strada a poco a poco
nel bambino suona dolce come un'eco
è una spinta per tentare i primi passi
verso un'intima certezza di se stessi.

La parola io
con il tempo assume
un tono più preciso
qualche volta rischia
di esser fastidioso
ma è anche il segno
di una logica infantile
è un peccato ricorrente ma veniale.

Io, io, io
ancora io.

Ma il vizio dell'adolescente
non si cancella con l'età
e negli adulti stranamente
diventa più allarmante e cresce.

La parola io
è uno strano grido
che nasconde invano
la paura di non essere nessuno
è un bisogno esagerato
e un po' morboso
è l'immagine struggente del Narciso.

Io, io, io
e ancora io.

Io che non sono nato
per restare per sempre
confuso nell'anonimato
io mi faccio avanti
non sopporto l'idea di sentirmi
un numero fra tanti
ogni giorno mi espando
io posso essere il centro del mondo.

Io sono sempre presente
son disposto a qualsiasi bassezza
per sentirmi importante
devo fare presto
esaltato da questa mania
di affermarmi ad ogni costo
mi inflaziono, mi svendo
io voglio essere il centro del mondo.

Io non rispetto nessuno
se mi serve posso anche far finta
di essere buono
devo dominare
sono un essere senza ideali
assetato di potere
sono io che comando
io devo essere il centro del mondo.

Io vanitoso, presuntuoso
esibizionista, borioso, tronfi o
io superbo, megalomane, sbruffone
avido e invadente
disgustoso, arrogante, prepotente
io, soltanto io
ovunque io.

La parola io
questo dolce monosillabo innocente
è fatale che diventi dilagante
nella logica del mondo occidentale
forse è l'ultimo peccato originale.
Io.




GIORGIO GABER

2 nov 2009

°AdDio PiCcolA Ape FuRiBonDa°

Era Come la sua Poesia...Autentica,Alda, che nella sua casa sui Navigli cantava l'amore,che lì in quell'angolo di Milano, scriveva di vita.
Nata a Milano il primo giorno di primavera del 1931, a Milano vissuta e a Milano morta ieri ,Alda Merini, una poetessa dai versi carichi di emozioni, parlava del suo passato doloroso, costretta al Manicomio, in modo imprevedibile, sottolineando la sua visione dell'amore onnipresente.come quando affermò che Il luogo di Milano che riteneva il più bello tra tutti era il manicomio, il Paolo Pini, dove lei passò diverso tempo: un luogo privo di violenza, dove la gente si rispettava e si voleva bene... Per lei il vero manicomio era la città.
Ha donato a tutti un ragionevole follia, e tutti rileggendo i suoi versi hanno la possibilità chi più chi meno di rileggere se stessi. Milva ha cantato le sue poesie, mettendole poi in un CD,Lucio Dalla ha portato il suo San Francesco sul palco, e così molti altri ancora. «Milano ha perso la più potente delle vene poetiche della sua storia.L'Italia ha perso i milioni di canti d'amore che ancora aveva da scrivere....Ma si sà ci sono vite e anime che lasciano il segno come, Alda,che resterà eterna.

Non voglio che tu muoia, no.
Se tu tremassi nella morte,
io cadrei come una foglia al vento,
eppure con le mie grida e i miei sospiri
io ti uccido ogni giorno;

ogni giorno accelero la tua morte,
sperando che anche per me sia la fine
e mi domando dove Dio stia
in tanta collisione di anime,
come permetta questo odio senza rispetto,
e brancolo nel buio della follia
cercando il tentacolo della scienza.


http://www.aldamerini.com/