sabato, novembre 07, 2009

°I LiBrI Dell'AnImA°

Socchiudo gli occhi e riconosco il mio mondo […]. Poi dedico una preghiera a tutte le persone che a un certo punto si sono allontanate da me. Le persone con cui avrei potuto avere un rapporto diverso, e con le quali, invece, per qualche ragione non è andata bene. […] In questo mondo, a causa delle circostanze in cui li ho incontrati, tra me e loro le cose non hanno funzionato in nessun modo. Ma sento, ne sono certa, che da qualche parte, in un mondo profondo e lontano, su una bellissima riva, ci sorridiamo, ci offriamo gentilezza, e trascorriamo insieme momenti felici.
(da Ricordi di un vicolo cieco B.Y.)

Sembrava una cosa straordinaria e allo stesso tempo una cosa da niente. Un prodigio, ma anche la cosa più naturale del mondo. Conservo in me una sensazione indefinibile, che le parole potrebbero dissolvere. C'è ancora tanta strada. Forse nel susseguirsi delle notti e dei risvegli che verranno, uno dopo l'altro, anche questo momento diventerà un sogno.
(da Kitchen B.Y.)


"Sono rinato molte volte, dal fondo
di stelle sconfitte ricostruendo il filo
delle eternità che ho popolato con le mie mani,
e ora morirò senza nient' altro, con terra
Sopra il mio corpo, destinato a essere terra"

Il Canto Generale (La Morte)

La perfetta chiarezza di tutte le rappresentazioni oniriche, la quale ha come presupposto la fede incondizionata nella loro realtà, ci riporta ad antichi stati dell'umanità, quando l'allucinazione era oltremodo frequente e prendeva intere comunità, interi popoli. Dunque, nel sonno e nel sogno, noi eseguiamo ancora una volta il compito dell'umanità primitiva.
(F.N.)

giovedì, novembre 05, 2009

°L'EcO - FasHiOn ChE Va Di mODa°

Ecosostenibilità, ecco il nuovo must delle passerelle di tutto il mondo, come a dire che la moda del futuro si tingerà sempre più di “verde” in nome del rispetto del pianeta.
Quella ecologica è una strada già percorsa da molti stilisti, a dimostrazione del fatto che l’utilizzo di materiali naturali è ormai percepito come una vera esigenza, un modo concreto e diverso per rapportarsi con consapevolezza alle persone e all’ambiente che ci circondano.

In questa stessa direzione si é incamminata anche Laura Strambi, fashion designer e docente del corso di laurea in discipline della moda delll’università di Bologna, che da anni sviluppa una ricerca sulle produzioni tessili naturali e sulle possibilità legate all'utilizzo di tinture vegetali prodotte con piante di coltivazione biologica. Forte di collaborazioni con importanti nomi dell’emisfero del fashion quali Max Mara, Marina Rinaldi, Swarovski o ancora Bulgari, Laura Strambi ha infatti lanciato il proprio brand, l’ecosostenibile YOJ, i cui capi sono interamente realizzati in Italia con tessuti e materiali naturali.

La collezione YOJ di pret-à porter femminile per la primavera/estate 2010 è stata presentata in occasione dell’ultima edizione del prestigioso salone White a Milano. I modelli, caratterizzati da una sobria eleganza, vantano un design eclettico e contemporaneo che li rende adatti alla donna di ogni età. Cotone, lino, ramiè e bamboo sono le quattro fibre naturali utilizzate; una scelta dove materiali e colori, rigorasamente pastello, vogliono rispecchiare, ma soprattutto, rispettare la natura.

YOJ elabora delle linee che coniugano l'originale e il creativo, sperimentando una progettualità “semplice” che porta ad una ritrovata armonia tra uomo e ambiente, ad una riscoperta di equilibri dimenticati, in sintonia con le più esigenti richieste del mercato.

martedì, novembre 03, 2009

°StyLeMakEr AwArD PrEmIa "L'eccEntricA" per EcceLLenZa°

L'aveva annunciato da subito con isuoi primi video....che piaccia o meno, si fa notare, e come si sa da tempo, "non importa se in bene o in male, l'importante è che la gente parli di te!!" così Lady Gaga fa breccia nel mondo del fashion aggiudicandosi lo Stylemaker Award.

Infatti, presso il celebre ristorante newyorkese Cipriani, Lady Germanotta (il suo vero cognome) verrà premiata per il suo stile "very up-to-date", con particolare riferimento agli accessori, Mai banale, sempre trasgressivo ed eccentrico, insomma adatto ad una pop-star.

La sua originalità infatti no sta solo nel suo abbigliemnto durante i grandi eventi, ma nel quotidiano, dove non si limita ad andare in giro in pieno giorno con reggiseno e gonna in lattice, piuutosto che con bodysuite e plateau esagerati.

Originale e sorprendente, Lady Gaga, si è fatta riconoscere prima negli UK poi in tuto il resto del Mondo, i suoi capelli platino, i suoi occhiali da sole vintage, sono diventati imitatissimi.

A consegnarle questo riconoscimento, è Marc Jacobs, per il quale la cantante si è esibita all'ultima settimana della moda.

lunedì, novembre 02, 2009

°AdDio PiCcolA Ape FuRiBonDa°

Era Come la sua Poesia...Autentica,Alda, che nella sua casa sui Navigli cantava l'amore,che lì in quell'angolo di Milano, scriveva di vita.
Nata a Milano il primo giorno di primavera del 1931, a Milano vissuta e a Milano morta ieri ,Alda Merini, una poetessa dai versi carichi di emozioni, parlava del suo passato doloroso, costretta al Manicomio, in modo imprevedibile, sottolineando la sua visione dell'amore onnipresente.come quando affermò che Il luogo di Milano che riteneva il più bello tra tutti era il manicomio, il Paolo Pini, dove lei passò diverso tempo: un luogo privo di violenza, dove la gente si rispettava e si voleva bene... Per lei il vero manicomio era la città.
Ha donato a tutti un ragionevole follia, e tutti rileggendo i suoi versi hanno la possibilità chi più chi meno di rileggere se stessi. Milva ha cantato le sue poesie, mettendole poi in un CD,Lucio Dalla ha portato il suo San Francesco sul palco, e così molti altri ancora. «Milano ha perso la più potente delle vene poetiche della sua storia.L'Italia ha perso i milioni di canti d'amore che ancora aveva da scrivere....Ma si sà ci sono vite e anime che lasciano il segno come, Alda,che resterà eterna.

Non voglio che tu muoia, no.
Se tu tremassi nella morte,
io cadrei come una foglia al vento,
eppure con le mie grida e i miei sospiri
io ti uccido ogni giorno;

ogni giorno accelero la tua morte,
sperando che anche per me sia la fine
e mi domando dove Dio stia
in tanta collisione di anime,
come permetta questo odio senza rispetto,
e brancolo nel buio della follia
cercando il tentacolo della scienza.


http://www.aldamerini.com/


domenica, novembre 01, 2009

°Chicks on Speed :HalloWeen all'insegnA del coloRe°

Ed è nella notte di Halloween che a Milano sono approdate le streghe più colorate del panormna musicale anni 90.Infatti ieri sera al Rocket le Chicks on Speed,sono state le protagoniste di una serata all'insegna del colore, della musica e del divertimento puro. In occasione del nuovo Album Cutting the edge, quinto della band ,le due ragazze(che solitamente sono 3 ma non so per quale ragione erano in coppia....mi informerò meglio :) )si sono esibite in una spettacolare ed innovativa forma di live dj set con oggetti strumenti: chitarre a stiletto, sassofono, chitarra elettrica. Un'ulterirore sviluppo dell'intersezione tra moda, musica e performance, cominciata da Melissa Logan e Alex Murrayn Leslie alla fine degli anni '90 all'Accademia d'arte di Monaco che è sfociata nell'electro clash (ancora oggi in voga). Il duo in abbigliamento 80's super colorato ed eccentrico(come sempre) hanno cantato sopra delle basi che loro stesse si mettevano,passando da pezzi degli anni passati a cover di altri gruppi, fino a terminare con il brano più conosciuto e richiesto "we don't play guitar", tutti intrepretati in modo starvagante e assolutamente elettrizzante.Il pubblico è rimasto decisamente contento soprattutto quando le ragazze a metà concerto, hanno fatto salire sul palco, tutti( o comunque chi come me e Mara , Alice, e il Sig.r Arancione ci è riuscito), creando una situazione dove l'artista si mescolava con il pubblico dandoti una sensazione di essere in un Private bash.

giovedì, ottobre 29, 2009

°MaRgieLa senza MaRtin? °

Un articolo di Vogue UK rilancia le voci secondo cui Martin Margiela non sarebbe più alla guida della sua griffe. L'interrogativo non trova risposta dai tempi dalla sfilata per celebrare i 20 anni della maison, svoltasi il 29 settembre 2008.


Sfilata del 29/09/2008 Maison Martin Margiela primavera/estate 2009

Fedele alle sue abitudini il designer non si era presentato alla sfilata, lasciando tutti un po' sbalorditi, visto e considerato che non si trattava di un defilé "qualunque", ma della celebrazione dei 20 anni della maison. All'evento mancarono sia Margiela che Renzo Rosso, il fondatore e presidente del gruppo OTB (Only The Brave) di cui fanno parte, tra gli altri, i brand Diesel e Martin Margiela. Una festa di compleanno decisamente sui generis dove, all’arrivo dell’enorme torta da cui usci' lo staff della griffe al gran completo, non c’erano i festeggiati per eccellenza a spegnere le candeline!

Inoltre, si mormorava già allora che Renzo Rosso avesse incontrato nuovi stilisti per affiancare Martin Margiela, che si diceva volesse dedicarsi a nuovi progetti. Circolarono anche nomi di potenziali sostituti dello stilista belga, quello di Raf Simons, attualmente direttore artistico di Jil Sander e quello di Haider Ackermann.

Maison Martin Margiela
Maison Martin Margiela collezione primavera-estate 2010 - Foto: Pixel Formula

Un anno dopo, il mistero resta non svelato. Renzo Rosso ha insistito sul fatto che l'orientazione intrapresa dalla Maison consista soprattutto nella formazione di una nuova equipe di creatori giovane e dinamica, tanto che ad inizio ottobre Vogue Inghilterra pubblicava un articolo dal titolo «Margiela without Martin» citando niente meno che la conferma di Renzo Rosso «Martin non é più con noi da molto tempo. C’è ma non é qui, abbiamo un nuovo gruppo di designer».

Contattata da FashionMag.com, la maison Margiela non ha tuttavia né smentito né confermato le voci e i dubbi riguardanti il suo talentuoso (ex?) stilista che, ufficialmente, resta dunque ancor oggi il direttore artistico della maison.

Fonte FashionMag.com
Di Elena Passeri (Fonte: C. Vautard)

mercoledì, ottobre 28, 2009

Jimmy Choo & Elton Jhon aids Foundation

Jimmy Choo ha annunciato il lancio della linea in edizione limitata Project Pep con la Elton John aids foundation. Il 25% del ricavato delle vendite della collezione, composta da maxi bag, pochette, ballerine, scarpe con tacco e infradito, sarà devoluto per sostenere il centro anti-stupro Simelela di Cape Town.

La collaborazione tra la fondazione e il brand risale al 2005, anno in cui Tamara Mellon, fondatrice e presidentessa di Jimmy Choo, ha cominciato a lavorato con la Elton John aids foundation a un progetto di aste di beneficenza chiamato"Four Inches", che ha sostenuto il primo finanziamento del centro Simelela.

Il progetto dunque è portato da Donne che aiutano le donne.

Il lancio dell'edizione limitata avverrà a novembre 2009 con vetrine dedicate e una campagna su stampa e Internet con la modella Angela Lindvall.

martedì, ottobre 27, 2009

BROLO – Mostra fotografica “Guardare per vedere�

BROLO – Mostra fotografica “Guardare per vedere�

mercoledì, ottobre 21, 2009

°Design...o moda?°


Adesso tiriamo ad indovinare....sono pienamente convinta che pochissimi di voi(me inclusa) a primo impatto si sono detti : ma cos'è?!?!?
-Oggetto figo ma inutile di design?
-FermaLibri?
-FermaCarta?
Potrebbe sembrare qualunque cosa meno che ciò che è realmente:una scarpa o per lo meno il concetto di una scarpa. Si chiama Mojito shoe, è firmata dall’architetto londinese Julian Hakes . Sono concepite con un unico pez
zo di materiale che si avvolge su se stesso creando appoggio, tacco e sostegno.Il materiale è una fibra di carbonio rivestita di gomma sulla parte a contatto con il suolo e pelle sulla parte interna, in modo da garantire comfort all’appoggio.
Se ne sono dette di tutti i colori comunque su questa "scarpa" e ovviamente i pareri non sono poi così posistivi.
E' vero immaginare di camminarvi risulta piuttosto difficile, però hanno un certo fascino e anche se dopo aver provato l'ebbrezza di indossarle per fare una passeggiata, verrebbero ripose nuovamente sulla scrivania, la voglia di calzarle si fa a dir poco irresistibile.

sabato, ottobre 10, 2009

°perché piangere senza indignarsi uccide due volte°


Non dirò niente in merito a questo post, perchè come leggerete di seguito, non necessità di ulteriori spiegazioni.
Come membro dell'Associazione Sak Be, come cittadina di Brolo e come Siciliana mi sento di dovere condividere con voi, ancora una volta, una pagina dedicata ad una realtà triste....




Giorno 10 Ottobre, in mattinata abbiamo organizzato una raccolta fondi per acquistare dei beni di prima necessità secondo una lista, fornitaci dalla Croce Rossa,da donare agli sfollati di Messina. Questa iniziativa è stata accolta in maniera favorevole da molti brolesi ma, a causa di un disguido burocratico, siamo stati costretti a rimuovere, per mancanza di tutte le autorizzazioni necessarie, il banco per le donazioni e gli striscioni presenti accanto ad esso.
Per tanto la raccolta proseguirà non appena saranno rilasciate tutte le necessarie autorizzazioni, e invitiamo tutti a partecipare. L’intenzione è quella di rinunciare ad un po del nostro tempo per fare attivamente qualcosa di utile.
A margine dell’iniziativa, rileviamo, però, un attacco che ci ha lasciato, per molti versi, sconcertati. Gli striscioni posti accanto al banco della raccolta sono infatti stati oggetto di critica da parte di alcuni “benpensanti” brolesi poco attenti al reale messaggio che vorremmo veicolare. Gli striscioni recitavano (testualmente): “Grazie Italia, facciamo da noi” e “Aspettavano i morti discutendo di ponte”.
Le lacrime difficilmente possono essere separate dalla rabbia e dall’indigniazione.
C’è una tendenza, nel nostro paese a gettare nel tritacarne della politica (nel senso che si è voluto deleterio) qualunque affermazione ed a strumentalizzarla, mistificandone i significati.
L’associazione Sak Be, infatti, non costituisce un soggetto partitico né tantomeno ha connotazione ideologica di sorta, essendo il rispetto dell’altro e di ogni forma di libera espressione i principi che la ispirano. Non rinunciamo, tuttavia, ad affermare che una popolazione che ha perso la capacità di indignarsi di fronte alle inettitudini delle proprie istituzioni (di qualunque orientamento politico) e che si limita a seguirne le vicende quasi si trattasse di incontri sportivi, è una popolazione che, difficilmente, sarà in grado di modificare la propria prospettiva.
Riteniamo inoltre che piangere passivamente i danni di una classe politica mediocre costituisca la più irresponsabile mancanza di rispetto proprio per chi in questa sciagura ha perso la vita .
L’aver espresso, quindi, un dato di fatto (la mancanza di attenzione nei confronti dei bisogni primari delle popolazioni a favore di opere non prioritarie) non è quindi da intendere come “sciacallaggio”, ma bensì come un preciso dovere civico.
Lasciamo dunque agli ipocriti “professionisti della commozione” la facoltà di piangere a tempo determinato di modo che nessuno paghi per quello che è accaduto.
Le nostre lacrime faranno rumore anche domani.
Non ci faremo intimidire perché piangere senza indignarsi uccide due volte.

Brolo 10/10/09 Associazione Sak Be